La chiave del successo: “The Broken Key”

Sabato scorso presso la Sede Storica si è acceso, ancora una volta, il focolare dell’Hybrid-Instituting, dando vita ad una serata ricca di proiezioni ed altrettante sorprese. Da principio abbiamo avuto il privilegio di assistere, in prima visione assoluta, ad opere documentaristiche che vantano, fra i propri artefici, persino un membro del Consiglio Direttivo; ciò a dimostrazione che la spinta creativa originata dall’Institute non si esaurisce entro i capannoni dei Calvari Film Studios ma riesce anzi a sconfinare in altre realtà culturali. Tanta era poi la voglia di tornare a consultare il catalogo della Universum: Entertainment Movie, casa di produzione che in breve tempo ha saputo guadagnarsi la stima e l’affetto di tutta la comunità institutesca. Così, quando ormai la sera sfumava in notte, siamo rimasti letteralmente a bocca aperta dinnanzi a Vacanze Estive, forse il più maestoso fra i lavori di Federico Alcini, e, non paghi, abbiamo subito dopo proseguito con Un Natale Strano, opera più risalente ma altrettanto degna di interesse. C’è chi addirittura sostiene che la scoperta delle produzioni targate Universum rappresenti per il 2021 ciò che Adrian è stato per l’anno passato. Pur non volendo assumere una posizione ufficiale sulla questione, bisogna tuttavia riconoscere come, sia in un caso che nell’altro, si abbia a che fare con creature aventi lo status di Cristo Pinocchio.

Attimi che tolgono il fiato

Con un cortometraggio firmato Alcini si era peraltro aperta la rassegna Italia amore mio, in cui idealmente si inscrivono anche i summenzionati film del medesimo autore. La volontà artistica qui è chiaramente quella di esprimere, in maniera pura e genuina, una rigogliosa vita interiore e le passioni che la connotano. Come ha spiegato un altro Maestro, in una recente intervista:

Io non voglio arrivare [da qualche parte]. Io voglio continuare a fare quello che faccio, e se qualcuno si emozionerà ancora con le mie opere sarò contento.

Domenico Bini

La successiva visione appartenente alla rassegna, Haunted, ha invece mostrato ben altra ambizione, ossia quella di rilanciare il genere made in Italy anche in prospettiva internazionale, grazie ad un’impeccabile recitazione in lingua inglese. Una tendenza, questa, che raggiunge il culmine con il film conclusivo dell’avventuroso viaggio nel nuovo cinema indipendente italiano: The Broken Key. Un thriller fantascientifico, che si rifà tanto al filone distopico quanto all’esoterismo in salsa Codice da Vici e che sfoggia un cast luminoso come il cielo stellato in una notte plumbea: Rutger Hauer, Michael Madsen, Christopher Lambert, Geraldine Chaplin, Franco Nero, William Baldwin e persino Kabir Bedi. Valori produttivi altissimi, quindi, e anche il livello intellettuale non è da meno. Come ha infatti dichiarato il regista a NewsBiella:

L’intento è quello di far vivere al pubblico, come al protagonista, un percorso di purificazione spirituale dai peccati, ambientato in una visionaria Torino del futuro, dove la cultura popolare è intrisa di palpabile mistero e la trama si muove tra leggende che aspettano da secoli di essere ripercorse. Un viaggio simbolico ed emozionante, disseminato d’insidie e repentini colpi di scena. La via del ritorno alla sapienza ed alla nostra casa nel cielo. Conosci te stesso e conoscerai il tuo Dio.

Louis Nero

Con queste premesse (ed aspettative fuori scala) ci apprestiamo dunque a sperimentare un altro sabato sera alla Sede Storica in Hybrid-Instituting. E se The Broken Key non basterà a saziare la voglia di vedere, beh, potremmo sempre deliziarci con altre opere Universum del calibro di San Valentino Party.

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