Ancora di plus: all’esplorazione della serialità televisiva

Nelle puntate precedenti: l’Institute organizza uno fra gli eventi più ambiziosi di sempre, con ampia partecipazione di pubblico, ottima musica e doppio spettacolo. È stata una scommessa con la storia e l’Institute, non c’è dubbio alcuno, ha vinto, ha vinto alla grandissima. Ma cosa abbiamo vinto? Una cospicua somma in Fletcherini d’oro? No, qualcosa di addirittura più prezioso.

Vincere ha infatti comportato un immenso arricchimento spirituale, grazie al lavoro di due fra gli autori più ragguardevoli della loro generazione: Andrzej Żuławski e Federico Alcini. L’uno ci ha raccontato con sobrietà e delicatezza la dolorosa storia di un matrimonio, soffermandosi su eventualità della vita quotidiana quali le faccende in cucina, lo sporco sui vestiti e la tresca con una creatura tentacolare dagli incantevoli occhi verdi. L’altro è invece riuscito nell’impresa di condensare in appena 17 minuti una pazzesca miscela di generi che si potrebbe definire “commedia thriller dalla venature drammatiche con super-colpo di scena finale” e al cui termine, come puntualmente accade con i film della Universum: Entertainment Movie, si prova la sensazione di aver vissuto una piacevole avventura in compagnia di cari amici (immaginari).

Vincere, inoltre, ha significato imparare alcune fondamentali lezioni di vita. Basti pensare all’utilità dei microfoni-spia giapponesi per difendersi dalle truffe più insidiose oppure alla brillante strategia di tenere in ordine casa riponendo gli abiti nel frigorifero. E mai, per nessuna ragione al mondo, fidarsi dell’Avvocato Pirla… ehm, Perla! Infine, vincere ha voluto dire trovare conferma al nostro più profondo convincimento: sì, il sogno può davvero divenire realtà se ci credi veramente o, come recita il motto della Universum, “se puoi sognarlo, puoi farlo“.

Vivere il sogno, senza remora alcuna

Di riposare sugli allori, però, non se parla affatto, anzi: le strutture dell’Institute sono ormai in funzione a pieno regime e producono senza sosta nuove idee e iniziative. A tal proposito è giunto nuovamente il tempo di tuffarsi a capofitto nel mare magnum della serialità televisiva, con una programmazione ricca e variegata che nei prossimi mesi darà ulteriore impulso non solo al CoFF 2021 ma anche al Calvari Film Plus.

Il tutto a partire da stasera stessa, ancora una volta con un duplice evento.


Chi non muore si rivede:
Murderer, I Wroteagain!


Che il Murderer, I Wrote avrebbe avuto una seconda stagione era cosa praticamente certa: la scorsa primavera avevamo sì assistito ad alcuni fra gli episodi più eclatanti della Signora in giallo, ma ben sapevamo che molto altro c’era da scoprire e da apprendere continuando a seguire le orme di Jessica Fletcher. Ecco allora che, grazie alla nuova selezione di episodi, potremo ad esempio vedere la nostra beniamina alle prese con una rivolta carceraria, l’indagine presso una casa di appuntamenti e il mistero di chi ha aggiunto dei barbiturici alla sua zuppa di pesce. Lei se la caverà sicuramente con nonchalance – stiamo d’altronde parlando della donna che è riuscita persino a risolvere il caso del suo stesso omicidio – mentre per noi sarà l’occasione per affinare ulteriormente le nostre abilità investigative.

Il Murderer, I Wrote, in quanto attività targata CF+, chiama infatti i partecipanti all’azione, ovvero a scovare il colpevole di turno prima che sia la stessa Jessica a smascherarlo. In palio tanti Fletcherini d’oro, ma con un’importante novità, stavolta, quanto alle modalità operative, giacché sarà consentito scegliere fra due diversi approcci: come in passato, ciascun concorrente potrà semplicemente tirare a indovinare e così guadagnare un singolo Fletcherino in caso di vittoria; qualora però egli decida di scommette una certa somma di Fletcherini in suo possesso sull’esito dell’indagine, la prospettiva diviene quella di perderli tutti oppure di vincerne altrettanti. Risulta in tal modo più intrigante tentare di scalare la classifica dei più facoltosi correntisti presso la Banca Centrale Institutea (BCI).

Si riparte con la quinta puntata della prima stagione, il cui titolo (Hooray for Homicide) già esprime l’entusiasmo collettivo. Meno contenta è tuttavia Jessica, poiché il suo primo romanzo, quella che l’ha resa una scrittrice di successo, sta per diventare un film pieno di musica, sesso e violenza. Ella si precipita allora ad Hollywood per fermare tutto, ma finirà per essere coinvolta in un guaio ancora peggiore.


Il potere del CoFF coincide col mio:
S T R E G H E


L’Institute ha sempre coltivato un certo interesse per la serialità televisiva, come dimostra lo spazio dedicato alle telenovelas in passate edizioni del CFF e, più di recente, il monumentale approfondimento che il Centro Studi di Genova ha svolto a proposito di Gossip Girl. La consacrazione è poi giunta col Murderer, I Wrote, ma anche dopo la sua (temporanea) conclusione la ricerca scientifica è proseguita in maniera vigorosa, benché non ne sia stata data evidenza su queste pagine.

Nei mesi caldi del CoFF 2020 il Consiglio Direttivo ha infatti sviscerato con grande soddisfazione tre serie di capitale importanza: Il regno (prima stagione), sorta di docu-fiction in cui Lars von Trier mette in luce i pregi del sistema sanitario danese attraverso il punto di vista di un medico proveniente dalla vicina Svezia; Summertime, serie Netflix che, essendo ispirata alla prima fatica letteraria di Federico Moccia, ha consentito di calarsi nuovamente in situazioni e atmosfere tanto care all’Institute; e, infine, The Reaping di Roberto D’Antona, una delle esperienze più clamorose mai vissute nel corso dell’intera storia institutesca.

In vista della nuova edizione del CoFF si iniziò dunque a ragionare in merito a come, e con quali opere, proseguire questo inebriante itinerario. Fu così che, specie su spinta di alcune esponenti femminili, si fece pian piano strada la cosiddetta ipotesi Streghe, serie incentrata sulle vicende di tre sorelle che esercitano la magia nella realtà contemporanea. Sono in verità anche stati avanzati dubbi circa la bontà di una simile scelta, ma ogni incertezza è stata poi superata in forza delle motivazioni addotte dai favorevoli alla visione. La domanda “perché vedere Streghe?” ha infatti ricevuto risposte più che persuasive, quali: “perché mi ricorda la mia infanzia“, “perché l’ho proposto da ubriaca“, “perché sono state la mia nave serieTV-scuola” e, soprattutto, “perché no?“.

Il Potere del Trio Quartetto

Ci apprestiamo dunque ad entrare nella vita delle sorelle Halliwell, per quanto e fino a che punto ancora non si sa. Sappiamo invece, noi che la serie la conosciamo, che già solo riascoltarne la sigla riporterà a galla tanti bei ricordi: “Spiriti Potenti, vi invochiamo. Vegliate su noi che stanotte balliamo. Volti alla luna, alta la fronte, danzano le streghe di Gabry Ponte“.

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