Molto ha significato il Murderer, I Wrote per tutti noi. È stata senza dubbio una buona occasione per approfondire la conoscenza di una persona speciale, le cui apparizioni sullo schermo domestico ci accompagnano sin dalla più tenera età. Siamo così riusciti a capirne meglio il carattere ed il vissuto, e abbiamo assistito con indicibile trasporto a taluni dei momenti più esaltanti, stravaganti e talora anche dolenti nella lunga carriera della scrittrice del Maine. Non dimenticheremo mai, ad esempio, il contributo di Jessica al sistema processuale statunitense, il massaggio gentilmente offertole dal prestante Jonathan, gli incredibili inconvenienti verificatisi durante le nozze del prediletto nipote Grady, le camaleontiche doti esibite per indagare in un locale malfamato, lo sfogo dello Sceriffo Metzger di fronte alla quantità di delitti che si consumano nella ridente Cabot Cove oppure quel gran pasticcio a Palm Springs.
L’ultimo appuntamento non ha fatto eccezione, anzi, ha probabilmente rappresentato il culmine dell’intero percorso e quindi una perfetta conclusione. The Return of Preston Giles ha infatti riportato in scena nientepopodimeno che… Preston Giles, appunto: primo editore di Jessica, primo assassino da lei consegnato alla giustizia nonché primo dei tanti che nel corso della serie hanno avuto l’ardire di corteggiarla. L’unico, però, a essere stato ricambiato, il che rese all’epoca la scoperta dei suoi crimini ancor più dolorosa. Non era tuttavia Preston un uomo dall’indole malvagia: aveva commesso degli errori, gravissimi errori, ma ne portava il peso sulla coscienza. Un personaggio, dunque, che nonostante tutto si era fatto benvolere ed il cui ritorno sembrava promettere molto.

Le aspettative non sono state affatto deluse. Grazie alla vicenda umana di Preston riusciamo infatti a capire cosa significa sopravvivere a Jessica Fletcher ma anche quanto possa essere entusiasmante, e fatale, incrociare nuovamente il suo cammino. Fortemente provato dagli anni di carcere (non molti, a dire il vero, stante la consumazione di ben due omicidi premeditati), l’uomo si ritrova libero in un mondo che però è drasticamente cambiato: la casa editrice che dirigeva è in declino, la gente con cui deve relazionarsi risulta sorprendentemente sgradevole e, nel frattempo, J.B. Fletcher è divenuta una giallista di successo e donna di mondo.
Vedi Jessica, ho pensato che se ti avessi telefonato mi avresti detto di non venire. Ed io ci tenevo davvero molto a rivederti, di persona.
Preston Giles

L’incontro con Jessica (una delle sequenze più toccanti dell’intera serie) simboleggia perfettamente questa transizione, fra ciò che poteva essere e quel che invece è stato, e rivela la consapevolezza di ambedue a riguardo, attraverso confidenze, sguardi e non-detti che esprimono una nostalgia stemperata dalla disillusione. Preston, in particolare, sa che lo attende un futuro incerto e probabilmente mesto, eppure sembra pronto ad affrontarlo con grande dignità. Lo sventurato non aveva tuttavia immaginato quanto breve tale futuro sarebbe stato. È facile, d’altronde, finire dietro le sbarre o morti ammazzati quando si ha a che fare con Jessica, e talvolta possono capitarti anche entrambe le cose.
L’altro episodio in programmazione, Who Killed J.B. Fletcher?, ci ha poi sorpreso con un cortocircuito narrativo ed emotivo che davvero vale come ideale compimento del Murderer, I Wrote, giacché la nostra beniamina, impegnata a svelare il mistero del suo stesso omicidio (nulla di paranormale, bensì un semplice scambio di persona), è stata assistita nelle indagini da una vivace comitiva di sue fan (un’associazione culturale denominata “Circolo Fletcher”). Esattamente quanto avvenuto in queste settimane di frenetico Calvari Film Plus, ogniqualvolta la soave sigla della Signora in giallo risuonava negli smart-canali dell’Institute. E, al pari delle aiutanti di Jessica, anche noi abbiamo appreso molto osservandone attentamente le gesta, oltre a mettere da parte una considerevole quantità di Fletcherini d’oro.

Giunge così al termine questa straordinaria avventura. Non si tratta però di un addio, ma di un semplice arrivederci. Speriamo infatti di ricongiungerci presto alla cara Jessica, magari nell’ambito di una seconda stagione del Murdere, I Wrote oppure in qualche altra forma. Nel mentre non mancheremo di posare lo sguardo, di tanto in tanto, sulla più brillante investigatrice di questo e del secolo scorso: ciò grazie al suo ritratto, esposto su istruzione del Consiglio Direttivo presso ogni sede e succursale dell’Institute.








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