Tornerò mai lassù, in quel posto così difficile da raggiungere? Lì, dove tutto sembra più bello.
Ce lo siamo chiesti spesso all’Institute, ripensando alle origini. Correva l’anno 2016 e nella lussureggiante cornice della Sede Storica era in pieno svolgimento l’Esposizione Universale dedicata alle Arti Audiovisive, altrimenti nota come Calvari Film Expo 2016. Fu proprio in quel frangente che per molti studiosi e membri della comunità institutesca ebbe inizio una personalissima odissea nello spazio: spiccammo il volo e salimmo, tre metri sopra il cielo e poi ancora più in su, fino a raggiungere il Pianeta Moccia. “Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”, come si suol dire.
Forse bisogna viaggiare prima di capire qual è la meta giusta per noi.
Scusa ma ti chiamo amore
È quello un mondo apparentemente identico alla nostra Terra, quanto a luoghi, situazioni ed abitanti. Le dinamiche sociali, tuttavia, si sviluppano in maniera assolutamente peculiare. Il moralismo, ad esempio, sembra essere stato debellato, tant’è vero che rendere falsa testimonianza in un processo penale per salvare il tizio che ti piace da una giusta accusa non è cosa trattata con particolare biasimo, perdere la verginità è un obiettivo di vita sano ed auspicabile all’età di quattordici anni e lo stalking può, a suo modo, risultare romantico.
Un bacio è un passe-partout, un bacio è un’antica reflex, un bacio è come un calco d’argilla.
Quell’attimo di felicità
Ecco appunto, è al romanticismo che si deve il superamento, lassù, dell’angusta contrapposizione tra bene e male quale metro di giudizio dell’agire. Libera da tale vincolo, la popolazione del Pianeta Moccia si dimostra capace di fatti davvero sorprendenti, come scrivere una dichiarazione d’amore a caratteri cubitali s’un bene pubblico, esporre un enorme poster raffigurante te e la tua amata davanti alla casa di lei oppure sorprendere una ragazza che conosci da appena qualche ora regalandole una stella.
E ci sono gesti, piccoli, anzi più piccoli sono meglio è, dopo i quali nulla è più come prima. Gesti immediati, che non ti aspetti, senza i quali nulla inizierebbe. Gesti senza un perché ma che di perché ne creano molti.
Cercasi Niki disperatamente
Si capisce quindi come il viaggiatore terrestre possa rimanere spiazzato nel confrontarsi con una realtà del genere, che sotto sembianze così simili alle nostre nasconde un’intima ed irriducibile diversità. Non per questo però condurre fino in fondo l’esplorazione è tempo perso, anzi: significa scoprire una cultura diversa, riflettere su ciò che ci differenza da essa e, in ultima istanza, gettare uno sguardo fugace nella mente di Dio. Un dio, quanto meno, il demiurgo di quel mondo: Federico Moccia.
Cathia ha il più bel culo d’Europa.
Tre metri sopra il cielo (incipit)

Ormai lo conosciamo molto bene, Federico. I suoi film li abbiamo visti e ampiamente celebrati durante gli scorsi Festival, con tanto di premio alla carriera conferitogli al CFF 2019. Parimenti ci è nota la sua attività di autore televisivo (ha collaborato al programma che meglio di qualunque altro sintetizza la cultura italiana) e quella, ovviamente, di scrittore (un membro del Consiglio Direttivo si è guadagnato tale carica proprio in virtù dell’impegno profuso nello studio della letteratura mocciana). Mancherebbe giusto da approfondire il suo contributo alla sceneggiatura di un cannibal-movie e, eventualmente, il suo operato politico come sindaco di un piccolo comune abruzzese.
Nella vita cerchiamo sempre una spiegazione. Perdiamo tempo cercando un perché. Ma a volte non c’è. E per triste che sia, è proprio quella la spiegazione.
Ho voglia di te
Rimandando queste divagazioni ad altre occasioni e rimanendo in attesa di qualche novità dal Pianeta Moccia, approfittiamo ora del ciclo Origins per tornare idealmente alla Calvari Film Expo 2016 ed assistere stasera, ancora una volta come se fosse la prima volta, a quel piccolo gioiello di Amore 14.

E non finisce qui. Dopo aver esaurito la ricognizione sul Pianeta Moccia faremo infatti un passo ancora più grande verso il futuro, passando dal ciclo Origins al ciclo Holidays. Queste sono le coordinate: anno 2077, 14 febbraio, San Valentino, Night City. E questo è il trailer:
Ebbene sì, ancora la Universum: Entertainment Movie, ancora Federico Alcini. Che l’ultimo, attesissimo, capitolo della trilogia vacanziera fosse in cantiere lo sapevamo, e avevamo anche appreso dell’ambizioso progetto videoludico che, dopo anni di lavorazione, sembra finalmente in dirittura d’arrivo. Come se ciò non bastasse, SharkL ha trovato persino il tempo di confezionare al volo un cortometraggio per la giornata degli innamorati.
L’accostamento che viene così a determinarsi entro la magmatica programmazione del CoFF, ossia una specie di collisione spazio-temporale tra Universum e Pianeta Moccia, dà da riflettere. Federico Moccia, infatti, è stato senza dubbio responsabile, attraverso la letteratura e il cinema, di una rivoluzione culturale che sulla gioventù cresciuta negli Anni Duemila ha avuto un impatto paragonabile all’importanza del Sessantotto per le generazioni precedenti. Federico Alcini invece, facendo affidamento sui nuovi mezzi di comunicazione, porta oggi avanti un’operazione artistica che si colloca fra le più ardite avanguardie postmoderne. Da una parte, quindi, un Maestro del recente passato, dall’altra una delle personalità attualmente più promettenti.
Chissà, magari un giorno ci ritroveremo su queste stesse pagine a descrivere SharkL come un “Maestro del passato” in relazione ad un nuovo astro nascente. E magari, per un curioso gioco del destino, anche quest’ultimo si chiamerà Federico, svilupperà un percorso innovativo ma saldamente radicato nella tradizione italiana e si dimostrerà un delicato cantore dei sentimenti. Ipotesi non troppo peregrina, visto che fra i grandi nomi del nostro cinema figura almeno un altro Federico e, di tanto in tanto, la Storia si ripete.


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