The End of CFF 2020: volevamo vedere, abbiamo visto

Ci sono momenti della vita che sembrano definirci, momenti a cui pensiamo continuamente. Questa è stata la frase con cui si è aperto il Calvari Film Festival 2020. È infatti la frase che viene proferita all’inizio di After, film che la Giuria ha visionato a porte chiuse la sera precedente all’inaugurazione vera e propria di questa edizione. Sì, perché secondo i piani originari quella di After avrebbe dovuto essere una visione “pre-festivaliera”, ma la qualità del film ne ha reso inevitabile l’inclusione, ex post, fra i titoli in concorso. È d’altronde cosa nota che capacità d’adattamento e libertà di azione sono caratteristiche connaturate allo svolgersi del Festival, in modo da poter sempre soddisfare qualsiasi esigenza sopravvenuta in corso d’opera.

Momenti che sembrano definirci, si diceva, momenti a cui pensare continuamente. Non potrebbero esserci parole più adatte per indicare quel che è accaduto durante il CFF 2020. Ogni più rosea aspettativa è stata infatti ampiamente superata, come anche documentato dalla stampa: “L’edizione migliore della storia” ha titolato in prima pagina la prestigiosa Gazzetta di Davagna, e non ha tardato a farle eco il New York Times, secondo il quale “si è ridefinito il concetto stesso di evento”. Dichiarazioni che possono sembrare altisonanti, eppure sono incontestabilmente aderenti al vero. Basterebbe a dimostrarlo non solo l’affluenza record ma anche la scelta di quanti (la pressoché totalità degli intervenuti) hanno approfittato dell’occasione per aderire formalmente all’Institute, divenendone così a pieno titolo Membri Ufficiali.

Ad un tale successo ha certamente contributo l’attenzione riservata alla dimensione sociale dell’evento. Il riferimento è sia alla convivialità che si è sviluppata in molteplici serate grazie ai lauti banchetti offerti dal Calvari Film Restaurant sia agli aggiornamenti diffusi, giorno per giorno, attraverso i canali social dell’Institute (in particolare Instagram). In quest’ottica si è inteso valorizzare la partecipazione al Festival come esperienza condivisa (e da condividere), in ossequio alla recente riorganizzazione dell’Institute come Ente Aperto (EA) fondato sulla comunione di intenti, principi etici e valori estetici.

Etica ed estetica

E poi la musica, compagna ideale del buon cibo, buone conversazioni e buone visioni. Anche quest’anno infatti, come già era capitato al CFF 2019, l’Institute ha avuto l’onore di collaborare nientepopodimeno che con il Maestro Domenico Bini, proponendo a margine delle proiezioni, e talvolta come intermezzo nelle serate con doppio spettacolo, una ricca selezione dei suoi brani. Il pubblico, inutile dirlo, è andato in visibilio, riconoscendo subito l’oggettivo valore della produzione biniana. Il che conforta, soprattutto in relazione al desiderio dell’Institute di vedere (e far vedere), non appena sarà pubblicato, il documentario dedicato proprio alla vita e alle opere del Maestro.

Il brano che ha fatto impazzire la platea

Il CFF 2020 si è altresì distinto per uno svolgimento decisamente sinuoso, finendo addirittura per articolarsi in due parti. Lo iato, durato circa una settimana, ha consentito di elaborare con calma quanto visto nella prima sezione (dal 1° al 6 settembre) e prepararsi, a livello psico-fisico, per la seconda tranche (dal 13 al 20 settembre). Il rischio sarebbe altrimenti stato, specie per gli spettatori meno esperti, quello di venire completamente travolti dalla mole e dalla potenza delle visioni festivaliere.

Qualcuno ha scritto che la motivazione di questo intervallo sarebbe in realtà ben diversa. Si sarebbe cioè trattato di un gesto di solidarietà nei confronti di un’altra manifestazione cinematografica, anch’essa cominciata a inizio settembre ma presto messa in ombra dal Festival, a fronte di una programmazione assai più allettante. La settimana di sospensione del CFF avrebbe quindi permesso a quella kermesse di recuperare un poco di attenzione mediatica e giungere così a conclusione (guarda caso, appena prima che il Festival riprendesse) con un minimo di dignità.

Certo, sarebbe stato un atto nobilissimo, considerata anche la storica rivalità tra i due eventi. L’Institute non intende però rilasciare alcuna dichiarazione volta a confermare o smentire questo retroscena giornalistico. Ciò che è stato è stato, e se del bene è stato fatto non occorre che lo si dica.

Sempre in tema di gestione, merita di essere evidenziato lo stretto legame tra il CFF 2020 ed il Calvari Film Festival OFF che lo ha degnamente preceduto. In concomitanza al Festival si sono infatti tenuti i Giochi di chiusura del CoFF 2020, con tanto di premiazione dei moltissimi titoli che negli scorsi mesi sono stati protagonisti delle rassegne OFF (amplius in un prossimo articolo). Da questa lunga e proficua esperienza il CFF ha inoltre ereditato il fidato strumento dello Smart-Instituting, stavolta utilizzato per garantire la partecipazione a distanza per chi, causa legittimo impedimento, non ha potuto essere presente alla Sede Storica.

Venendo infine al cuore del CFF 2020, e cioè l’offerta cinematografica, sorge spontaneo accostare alla frase di After, richiamata in principio, l’avvertimento che viene rivolto agli spettatori nel prologo di Fino all’Inferno, film proiettato nella serata inaugurale:

Tenetevi forte, perché quello che state per vedere è fottutamente pazzesco.

Sì, lo è stato fottutamente pazzesco, Fino all’Inferno e tutto ciò che è venuto dopo (e prima), per un totale di ben 17 opere visionate. Si sono toccati apici, creativi ed emotivi, tali da lasciare increduli persino i navigati membri della Giuria. A questi ultimi spetta ora decretare i vincitori dei CFF 2020 Awards, un’impresa titanica, visto il valore dei contendenti. Occorreranno verosimilmente interi mesi di serrato confronto, ma ciò nonostante i giurati non si sono affatto persi d’animo, anzi: già da settimane essi sono alacremente al lavoro per definire la fisionomia di ciascun premio e la rosa dei rispettivi candidati.

Pare perciò inopportuno scendere adesso nel dettaglio, anticipando riflessioni e valutazioni che a tempo debito saranno compiutamente condivise. Preme piuttosto ringraziare sentitamente tutti coloro la cui partecipazione e collaborazione hanno determinato il fulgido trionfo del CFF 2020. In circostanze come questa non è facile tradurre in parole il sentimento di gratitudine, e allora è meglio lasciar parlare le immagini.

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