Calvari Film Institute: dal sogno alla realtà


Sogno di una notte di mezza estate


Stai sognando. Non è un bel sogno, ma sai che altri hanno conosciuto la guerra e la fame, quindi te ne stai zitto, accetti, subisci. È un sogno nel quale succedono diverse cose, le scene mutano, cambia il modo in cui tu ti relazioni con esse, e non riesci a fare a meno di pensare che la regia, con questo passaggio costante “terza persona – soggettiva – volo d’uccello” non è poi così male, ti ci potresti abituare – no – la potresti addirittura riprodurre con successo in un tuo lungometraggio, perché in fin dei conti sei ancora in un sogno quindi nessuno può dirti “ma ti sei visto?”, facendoti le pulci sulle tue innegabili, seppur mai coltivate, doti registiche. Questa cosa ti galvanizza, e allora questo sogno lo sogni con ancora più veemenza, e magari ti sei pure svegliato per quel mezzo secondo, ma ti ci ributti di testa, anzi no, di pancia, che fa male ma ‘sto sogno ti calza a pennello, è il sogno migliore di sempre, è il sogno più bello di tutti e il resto è una merda, è il sogno…

Ma poi ti svegli.

Ti giri da una parte, quella buona, e fingi di assopirti, cercando di farla sotto al naso ai numerosi e precisi sistemi di controllo del tuo corpo, finemente tarati per definire in maniera certa se:
A) sei sveglio
B) stai dormendo.

Non li freghi. Cambi lato, schiacci con più forza la testa sul cuscino, che magari è quello.

Non è quello.

Allora cominci a preoccuparti, ma non ti scomponi, non è ancora tutto perduto: hai pur sempre tra le mani la possibilità di utilizzare questa sceneggiatura di finissima qualità, con tematiche interessanti e non scontate, personaggi con un ricco background (come il fatto che alcuni siano maschi e alcuni siano femmine, nati da altrettanti maschi e da altrettante femmine, oltre a qualcos’altro che in quel momento proprio non riesci a ricordare), un dipanamento della storia formidabile (ad esempio il… c’era un grosso palazzo blu, ed era evidente come tutti… beh, “tutti”, diciamo “qualcuno”… c’era sicuramente almeno una persona che era in qualche modo interessata ad entrarvi, in quel grosso palazzo blu, ecco), e con delle scelte registiche avanguardistiche: “terza persona – soggettiva – volo d’uccello”. No, era “soggettiva – terza persona – volo d’angelo”. No…

E non ti ricordi praticamente più nulla. E più ti sforzi, meno ricordi, fino ad una definitiva, lapidaria constatazione: quel poco che ti ricordi, è una merda.

“Ma ti sei visto?”, dice la voce.

E ha ragione.


Una sensazione che chiunque ha provato almeno una volta nella vita, risvegliandosi esausto in un letto troppo reale per contenere la grandezza di un sogno. Questa, però, non è la storia di una sconfitta. È la storia di un successo, e quindi la dimostrazione che se si vuole abbastanza qualcosa, se vi vuole veramente portare al di qua un sogno, e si è disposti ad andare oltre a tutto (partendo dal buonsenso per finire alla decenza), allora tutto è possibile.

Perché il Calvari Film Institute è nato come un sogno, che con le unghie e con i denti del verro è stato a poco a poco innestato nella dimensione del reale. Il pensiero corre alla riunione del 4 maggio 2019 presso il Centro Studi di Genova, ove si teorizzò l’apertura di un sito internet che potesse incanalare le straordinarie potenzialità espresse, prima di allora, soltanto in tarda estate nell’esclusiva cornice del CFF. Dopodiché è venuto il tempo del CoFF, con una programmazione inizialmente ideata per far vivere le emozioni estive anche nei mesi più freddi e così radunare con maggior frequenza il sempre più ampio ed entusiasta seguito dell’Institute. Il passo successivo, l’ennesimo verso un futuro radioso (benché sollecitato dal lockdown 2020), ci ha poi portati ad abbracciare lo Smart-Instituting: uno strumento fondamentale che ha assicurato vicinanza e conforto nonostante l’irrimediabile distanziamento, animando le serate altrimenti solinghe con rassegne di altissima qualità ed impegnando pure le giornante in studio, ricerca e confronti.

Un risultato, questo, reso possibile da tutti coloro che hanno creduto nel Calvari Film Institute e sono stati toccati dalla sua azione trasversale e concreta. Perché da sogno l’Institute s’è fatto realtà, una realtà della quale ora chiunque potrà far parte.

Basterà volerlo.

Il Consiglio Direttivo è infatti orgoglioso di annunciare la costituzione o, per meglio dire, ri-organizzazione del Calvari Film Institute come Ente Aperto (EA).

Fino ad oggi l’ammissione nel corpo institutesco è stata condizionata da procedure altamente selettive e preordinate ad un inquadramento accademico e/o amministrativo dei candidati. In altri termini, ad essere accolti sono stati studiosi dotatissimi, i quali potessero dare un contributo significativo alle ricerche scientifiche condotte nei vari Centri Studi ed eventualmente partecipare anche all’attività dirigenziale di gestione ed indirizzo. Si sono poi aggiunte nel tempo funzioni collaterali e quindi ulteriori possibilità d’impiego, ad esempio presso la Banca Centrale Institutea o la Calvari Film School. Quanti non rispecchiano fedelmente la fisionomia professionale ora descritta hanno invece potuto rapportarsi con l’Institute solo in qualità di utenti, consultandone la produzione letteraria, partecipando alle iniziative rivolte al pubblico, usufruendo dei servizi bancari della BCI (come la conversione di Fletcherini in altra valuta) o, tutt’al più, studiando presso la School.

Ecco allora che farsi EA (sigla che, per una curiosa coincidenza, coincide con il nome del quartiere in Calvari ove sorge la Sede Storica) rappresenta per l’Institute una vera e propria rivoluzione: Ente Aperto, porte aperte. Chiunque potrà infatti presentare domanda di adesione e, a seguito di un controllo snello, rapido e prettamente formale, divenire un Membro Ufficiale. Potrà così formarsi una vasta comunità di affiliati in stretto contatto con la struttura tradizionale dell’Institute, con l’auspicio che questo nuovo rapporto possa essere fonte di stimoli reciproci. In verità, si tratta del primo obiettivo entro un più grande ed ambizioso disegno, concepito ed attentamente calibrato dal Consiglio Direttivo nella prospettiva di consolidare dapprima la compagine dei partecipanti (il cosiddetto “Piano B – Fase 1“) e proseguire poi in maniera ancor più solida la rinnovata azione institutesca a fronte della crescente entropia mondiale.

In quest’ottica, ogni luogo abitato e abitualmente frequentato dai Membri Ufficiali diverrà idealmente parte dell’imperitura rete dell’Institute, così come i legami umani indissolubili che si apprestano a nascere, e che andranno oltre alle distanze fisiche o alle differenze nella declinazione delle proprie vite, ponendosi quale presidio di civiltà e cultura nel nome e nel simbolo, appunto, del Calvari Film Institute. Ma non è tutto. Coloro i quali già si fregiano dell’onore di poter dire “io sono un Membro dell’Institute”, e quanti vorranno da oggi avvicinarsi alla Causa, possiederanno qualcosa di molto concreto per darne testimonianza al mondo e spargere il Verbo: perché, da oggi, essere Membro include una serie di allettanti, vantaggiosi ed esclusivi benefits.


La tessera del Calvari Film Institute


Una tessera dalla grafica elegante ed in materiale avveniristico, recante le generalità ed il numero identificativo assegnato a ciascun Membro in esito al procedimento di adesione. Da esibire con orgoglio in ogni contesto, institutesco e non. La stampa anti-contraffazione la rende unica ed inimitabile, perché i sogni non si possono falsificare.


La maglietta del Calvari Film Institute


L’Institute è qualcosa da vivere sulla propria pelle, proprio come si veste un abito. Ogni Membro potrà ora farlo in senso più che metaforico, indossandone la maglietta ufficiale in una prima versione cui, siamo certi, ne seguiranno molte altre. Logo e denominazione campeggiano ove è giusto che siano, e cioè sul cuore.


Gli stickers del Calvari Film Institute


Una nuova forma, quella di un cerchio perfetto, per diffondere il Verbo dell’Institute: ecco i Calvari Film Stickers, congegno che, grazie ai suoi 5 cm di diametro, ovvia ai limiti dell’oralità e della scrittura potendo essere apposto nei luoghi più disparati del globo (siti UNESCO, bacheche comunali, cattedrali, vette montuose, etc.) con il duplice scopo di educare e colonizzare. In forza del Decreto del Consiglio Direttivo (D.C.D.) del 17 agosto 2020 ogni sticker ha infatti valenza ufficiale di “bandiera tonda bidimensionale“. Ciascun membro ne riceverà una quantità congrua per far sì che l’Institute sia rispetto al pianeta ciò che l’Impero spagnolo fu per le Americhe.

Si raccomanda l’invio di foto, le quali documentino l’audace apposizione di stickers, all’indirizzo impero@calvarifilm.institute.


La locandina del Calvari Film Festival 2020


Il Calvari Film Festival, ricorrenza d’importanza capitale per la storia e la vita dell’Institute, celebrerà con la sua imminente edizione un anno di grande crescita e notevoli successi. Appare quindi doveroso fornire ai Membri una copia in pregiata qualità della magnifica locandina realizzata per il CFF 2020: cartoncino rigido, formato A5 e Nicolas Cage che con pistola in pugno minaccia due povere signore (oltre ad un assaggio della programmazione sul retro). Da conservare come un cimelio, ad imperitura memoria di un’ottima annata.


L’indirizzo e-mail personalizzato (@calvarifilm.institute)


Ogni Membro è parte integrante dell’Institute e quindi parla per esso, promuovendone le azioni e tenendone alto l’onore. A tal fine viene messo a disposizione un indirizzo e-mail personalizzato @calvarifilm.institute, facilmente configurabile all’interno del proprio account di posta Gmail con l’assistenza, ove occorresse, dei consulenti del Comitato tecnico-informatico.


We Want You to See


Riassumendo: tessera in tasca, maglietta indosso, stickers in pugno, locandina del CFF 2020 appesa in casa, mail institutesca personale e si potrà affrontare l’avvenire con una consapevolezza radicalmente nuova di sé e del mondo. Ai volenterosi non resta che prendere contatto con le strutture dell’Institute, rivolgendosi al personale in occasione degli eventi aperti al pubblico, scrivendo all’indirizzo direttivo@calvarifilm.institute oppure inviando una missiva alla Sede Storica. Saranno così prontamente comunicati nel dettaglio gli adempimenti occorrenti per acquisire l’agognato status di Membro Ufficiale.

Volevamo vedere.

Vedremo.


P.S. Un ringraziamento speciale al Membro #7 (“il Mecenate”) per il suo fondamentale contributo a questa rivoluzione.

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