T U N G S T E N O
La rassegna in fondo al tunnel
Quando entrammo nel tunnel dello Smart-Instituting non sapevamo quanto sarebbe durato il percorso né quali tesori avremmo potuto rinvenire in quell’arcana dimensione dell’essere. La traversata è stata avventurosa ma profittevole, giacché la guida dell’istinto prima e d’un padre tecnologico poi ha consentito di scovare autentiche perle della cinematografia e persino opere in oro purissimo. Ora però, dopo molte settimane, pare in lontananza di poter scorgere l’uscita. A segnare la via è un altro metallo che, portato a incandescenza, fa luce su altri 13 fenomenali film. Ci apprestiamo quindi a compiere gli ultimi passi, rinfrancati dal vivo bagliore del tungsteno e certi che una cifra così fortunata aiuterà il buon esito di questo lungo viaggio.
Capita, ogni tanto, di cadere. Può trattarsi di piccoli incidenti di percorso oppure di attimi che imprimono una svolta decisiva alla traiettoria della vita. Ci sono infatti occasioni in cui si è animati da grandi propositi, dalle migliori intenzioni, dalla voglia, insomma, di fare qualcosa di bello ed importante, ma basta una semplice svista, una disattenzione, ed ecco che si mette il piede in fallo. Nessuno è esente dall’inciampo, tant’è vero che persino chi molleggia al di sopra dei limiti dell’umana esistenza almeno una volta è ruzzolato.
Il capitombolo in determinate circostanze ha quasi la funzione del memento mori. Era usanza, nell’antica Roma, che quando un generale reduce da un successo militare sfilava per le strade qualcuno alle sue spalle gli bisbigliasse parole che gli rammentassero la sua natura mortale, così smorzando ogni sentimento di superbia. Identico effetto ha una caduta nel momento del trionfo.
Come tuttavia disse acutamente Elettrosanto Pertini, “chi cammina talvolta cade; solo chi sta seduto non cade mai“. Cadere, in altri termini, è un rischio connaturato all’agire, al mettersi in gioco, e quindi massimo rispetto si deve a quanti finiscono a terra perché hanno osato cimentarsi in imprese eroiche.
Il punto, semmai, è sapersi rialzare. Un’altra icona politica, Nelson Mandela, ha pronunciato a tal proposito parole illuminanti: “non giudicatemi per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi“. Il pensiero va allora a chi, in politica e più in generale nella vita, è sempre stato capace di risollevarsi alla grandissima.
Le riflessioni fin qui svolte sono imprescindibili per cogliere l’essenza di un’opera come Beyond the Black Rainbow. Era il 2010 e Panos Cosmatos, figlio del regista George Pan Cosmatos, tentò di affermare con il suo film d’esordio una precisa ed imponente visione artistica. Il risultato ha innegabilmente degli elementi di grande fascino estetico ma non tutto è andato per il verso giusto, giacché Panos, sul più bello, inciampò rovinosamente e batté la testa contro un masso.

Ecco però che, mentre lo sventurato debuttante giaceva moribondo al suolo, qualcuno gli tese la mano. Quel qualcuno era Nicolas Cage. Il resto è storia: Nick e Panos realizzano assieme Mandy, partecipano al CFF 2019 ed ottengono così il meritato riconoscimento da parte dell’intera comunità internazionale. Perciò stasera, quando assisteremo in Smart-Instituting alla caduta, non ci lasceremo andare allo sconforto, ben sapendo che essa è stata il presupposto di un’eclatante riscossa.


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