Le patate o i carciofi? Eurobond o MES? “The Wailing” o “Goksung”?


GOLDEN MOVIES
L’età aurea dello Smart-Instituting
sponsored by Sistema M.I.K.E.


Dopo il successo planetario dei primi esperimenti, lo Smart-Instituting si istituzionalizza come forma di fruizione del CoFF in questo particolare momento storico. A tal fine il Consiglio Direttivo del Calvari Film Institute ha stilato una lista comprensiva di sei perle cinematografiche, ciascuna indicata da un membro del Consiglio medesimo nell’esercizio del proprio “golden power”. E non è finita qui: l’ordine temporale delle proiezioni sarà infatti determinato grazie al Sistema M.I.K.E., tecnologia avanguardistica che, realizzando una selezione totalmente randomica entro la citata lista, sempre garantisce un risultato felice, spensierato e fortunato. Pertanto, tutti insieme a gran voce esclamiamo: allegria!


Il 3 aprile di ormai dieci anni fa ci lasciava Maurizio Mosca.

Nel periodo di massimo splendore del web (vedasi sull’argomento un precedente articolo) era facilmente reperibile un video in cui appunto Mosca, alla conduzione di un programma televisivo di chissà quale emittente locale, sottoponeva con piglio energico al pubblico in studio una serie di dilemmi in rapida successione. La risposta che i figuranti davano più o meno all’unisono era in genere quella sbagliata, cosicché il conduttore subito ribatteva con l’opzione corretta. Per rendere l’idea:

Le patate o i carciofi?

Maurizio Mosca

Le patate!

Pubblico in studio

I carciofi!

Maurizio Mosca

L’esempio è reale, e pure le altre domande erano di analogo tenore. Il filmato non consente di capire quale fosse la motivazione dietro quesiti così stravaganti, ma piace pensare che non ci fosse alcuna ragione specifica: semplicemente, una straordinaria performance capace di mettere in luce l’incertezza e l’inspiegabilità che spesso caratterizzano le scelte della vita. Sovvengono allora le sapienti parole di Maurizio Grande in merito alla grandiosità del vano:

Ciò che è vano può essere grandioso? Esiste una grandezza del non andare a segno, del fallire il bersaglio, del mancare il colpo? E ancora. Esiste una grandezza del gesto clamoroso di cui ci sfuggano le conseguenze? Esiste un’azione che non colga il suo scopo? Si può chiamare azione il gesto che afferma la propria vanità? Non soltanto la sua insufficienza, la sua crisi, la sua negazione, ma la sua vanità; vale a dire la sua gratuità, la rinuncia ad iscriversi in un progetto quale che sia e, soprattutto, a rendersi responsabile della modificazione della situazione, rivendicando per sé solo il momento dell’atto?

Ricordare oggi tanto le gesta di Mosca quanto le riflessioni di Grande risulta indispensabile per addivenire ad una lucida interpretazione dei fatti d’attualità. Altrimenti, in mancanza d’un simile ausilio, sarebbe assai difficile decifrare la schizofrenia ormai dilagante in molteplici ambiti dell’umano agire (dalla sanità alla politica economica) e ci si limiterebbe a constatare come la gestione della cosa pubblica sia in mano a personalità sbiaditissime eppure vanagloriose. Parafrasando Carmelo Bene: un mondo non più barbaro ma esclusivamente stupido.

Fortunatamente, il Calvari Film Institute ancora opera e lotta, attraverso i ben collaudati strumenti dello Smart-Instituting, per fornire una diversa prospettiva. Non si tratta, solamente, di fantasticare su come sarebbe piacevole e soprattutto utile la presenza ora, al nostro fianco, di uomini con le qualità di Maurizio Mosca. Occorre semmai uno sforzo ulteriore, e quindi mettere in pratica gli insegnamenti dello stesso Mosca e di quanti altri, come lui in passato, hanno saputo plasmare una nuova dimensione ontologica nel fare e nel vedere.

Nuove frontiere ontologiche nella conduzione televisiva

L’Institute, perciò, propone come quinto golden movie un’opera che si basa proprio sullo spaesamento nell’affrontare situazioni complesse o addirittura inesplicabili, a partire dall’adattamento del titolo nella distribuzione italiana. Il film infatti, sebbene fosse già noto a livello internazionale come The Wailing, è poi uscito nel Bel Paese con una denominazione che riprende l’originale sudcoreano aggiungendovi però una locuzione, per così dire, esplicativa: Goksung – La presenza del diavolo.

Vita, morte, malattia del corpo e dello spirito. Con questo e altro si confrontano i protagonisti senza mai sapere bene che pesci prendere (davvero significativo, in quest’ottica, che il film inizi con una scena di pesca). La ricerca disperata di una soluzione induce così a fare affidamento su medici, uno sciamano, il comitato tecnico-scientifico e persino creature soprannaturali. Infatti, come sottilmente evidenziato dai sempre abili titolisti italiani, sull’intera vicenda sembra aleggiare la presenza del Maligno, il che, considerando la comunanza di tematiche e la crescente sensazione di disorientamento, fa di Goksung (pardon, The Wailing) una specie di versione coreana del Signor Diavolo.

I curiosi, gli estimatori del Maestro Avati ed in generale chi non vede l’ora di scervellarsi su chi? come?! cosa?!? quando?!?! sono pertanto invitati a smart-sintonizzarsi sui canali dell’Institute stasera stessa, ore 21.30, per aspettare tutti insieme la Pasqua in compagnia di Satana.

Aspettando la Pasqua… o il Diavolo, probabilmente

3 risposte a “Le patate o i carciofi? Eurobond o MES? “The Wailing” o “Goksung”?”

  1. Avatar jhonnysilver90
    jhonnysilver90

    Se da una parte mi preoccupa questa scelta dell’istituto di mettere le mani del fango schizofrenico della nostra attualità, la visione che ne trae è lucida ed esatta.
    Quindi dico: Carciofi. Perché secondo me stanno bene col pesce, se sapientemente abbinati. Ancor meglio che banali patate.

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  2. Avatar L’ultimo dei Golden Movies: Cosa c’è sotto al velo? – Calvari Film Institute

    […] di questa super-rassegna fosse lieve nella nostra memoria, lasciandoci per ultime due perle come The Wailing e The Devils, film del 1971 del regista Ken Russel, del quale abbiamo due foto […]

    "Mi piace"

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