Cara, sono a casa! “Dream Home” e la casa che voglio


GOLDEN MOVIES
L’età aurea dello Smart-Instituting
sponsored by Sistema M.I.K.E.


Dopo il successo planetario dei primi esperimenti, lo Smart-Instituting si istituzionalizza come forma di fruizione del CoFF in questo particolare momento storico. A tal fine il Consiglio Direttivo del Calvari Film Institute ha stilato una lista comprensiva di sei perle cinematografiche, ciascuna indicata da un membro del Consiglio medesimo nell’esercizio del proprio “golden power”. E non è finita qui: l’ordine temporale delle proiezioni sarà infatti determinato grazie al Sistema M.I.K.E., tecnologia avanguardistica che, realizzando una selezione totalmente randomica entro la citata lista, sempre garantisce un risultato felice, spensierato e fortunato. Pertanto, tutti insieme a gran voce esclamiamo: allegria!


Prosegue il succoso percorso dei Golden Movies entro l’audace cornice del CoFF in versione Smart-Instituting. Non è eccessivo dire che si tratta di una conferma continua, a ritmo settimanale, di quanto il lavoro del Calvari Film Institute abbia ottenuto finalmente seguito e riconoscimento meritati. Dietro le quinte di queste iniziative si contano infatti anni di ricerca e incontri vissuti con la spontaneità e la necessità che contraddistingue tutti i movimenti di nicchia e di avanguardia. Eppure, nel corso del tempo, l’Institute non si è mai chiuso nei riguardi del più ampio pubblico, proponendo e divulgando con passione il proprio sguardo su cinema e TV oltre che sul mondo in generale.

Il più ampio pubblico

Gli scambi con il suddetto pubblico sono sempre stati prolifici, tant’è vero che l’idea per la proposta cinematografica di stasera è nata proprio da tale confronto già al tempo in cui si selezionarono i temi del CoFF: fra questi figurava “Un horror bello e sofisticato“, titolo provocatorio verso quei sabotatori che in passato hanno additato alcune proiezioni dell’Institute semplicemente come “brutte”.

È iniziata così una lunga ricerca per trovare un’opera che fosse ancora sconosciuta perfino al Comitato Tecnico-Scientifico dell’Institute e che potesse anche soddisfare i più incontentabili desideri di orrore. Le peripezie sono state innumerevoli e fondamentale è risultato il contributo di un appartenente ad un altro prestigioso osservatorio sul cinema.

La scelta, infine, è ricaduta su Dream Home (2010) di Pang Ho-cheung.

Peraltro, è assai curioso e sorprendente notare come la tematica della casa, nelle sue varie sfaccettature, abbia accompagnato l’attività dell’Institute fin dai suoi albori:

Una delle prime succursali dell’Institute...
..ove già venivano accuratamente preparate le erbette per il risotto
Raro scatto di uno dei primissimi dibattiti dell’Institute presso la sede storica

Personalmente poi, la visione in programma mi emoziona in particolar modo anche per altre ragioni. Chi fa parte del Consiglio Direttivo dell’Institute ha certamente la capacità ed il dovere di valutare con occhio consapevole e critico tutto ciò che diviene oggetto di studio, ma non bisogna dimenticare che tutti noi siamo pur sempre umani, con tanto di sentimenti e desideri. E così la trama del film mi ha colpita ed incuriosita perché anch’io desidero ardentemente abitare in una zona particolare di una città particolare (e magari anche in una casa in particolare), che purtroppo le norme di riservatezza dell’Institute mi impediscono qui di svelare…

Chissà che non riesca a trovare l’ispirazione!

In conclusione, non resta che sintonizzarsi stasera, ore 21.30, sui canali smart-telematici dell’Institute e così prendere visione del misterioso film, per il quale già sta crescendo il fermento tra i numerosi ospiti e soliti partecipanti in trepidante attesa.

Una risposta a “Cara, sono a casa! “Dream Home” e la casa che voglio”

  1. Avatar jhonnysilver90
    jhonnysilver90

    Incredibile vedere come nel giro di pochi decenni l’istituto ha cambiato respiro, divenendo un colosso della ricerca e dell’intrattenimento con una rete di collaboratori umani e artificiali che si diffonde per tutto il globo. Ma noto anche con piacere che il cuore rurale degli albori pulsa ancora sotto quella scorza da multinazionale. Lo stesso dicasi per l’alta considerazione che il consiglio direttivo ha nei confronti delle “erbette”!

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