GOLDEN MOVIES
L’età aurea dello Smart-Instituting
sponsored by Sistema M.I.K.E.
Dopo il successo planetario dei primi esperimenti, lo Smart-Instituting si istituzionalizza come forma di fruizione del CoFF in questo particolare momento storico. A tal fine il Consiglio Direttivo del Calvari Film Institute ha stilato una lista comprensiva di sei perle cinematografiche, ciascuna indicata da un membro del Consiglio medesimo nell’esercizio del proprio “golden power”. E non è finita qui: l’ordine temporale delle proiezioni sarà infatti determinato grazie al Sistema M.I.K.E., tecnologia avanguardistica che, realizzando una selezione totalmente randomica entro la citata lista, sempre garantisce un risultato felice, spensierato e fortunato. Pertanto, tutti insieme a gran voce esclamiamo: allegria!
Nell’ultimo appuntamento del Calvari Film Festival OFF-OFF Smart-Instituting Golden Movies Edition c’eravamo lasciati con quel senso di vuoto tipico di quando si azzarda un salto destinato a trasformarsi in una rovinosa caduta. Succede spesso, ed è proprio questo che rende la storica sede dei ricercatori del Bello un luogo speciale, in cui le normali regole del senso comune, sopravvalutate direi, vanno a farsi benedire.

Lo slancio verso il futuro è stato incredibile, la caduta terrifica. Ma ce lo aspettavamo. O meglio: ci aspettavamo di non aspettarcelo. Non è un mero gioco di parole ma una semplice costatazione del reale. La caduta, il dolore e il significato che abbiamo ottenuto ci inducono infatti a una precisa presa di coscienza: noi membri del Consiglio Direttivo non abbiamo mai avuto il controllo.
A pensarci bene, la messa a punto del Sistema M.I.K.E. simboleggia proprio un inno a questa assenza di controllo. Delegando alla macchina spirituale il fardello di compiere scelte troppo gravose per l’umana comprensione, abbiamo infatti completamente rinunciato al ruolo decisionale. Ruolo che meglio si addice, come nel caso del compianto Bongiorno, a entità superiori dette Kami.

Per capire il senso più profondo dell’assenza di controllo è opportuno fare i soliti saltelli temporali: stavolta, precipitando fra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio.
Sono le 7 del mattino e bisogna andare a scuola, ma c’è qualcosa che non va. La testa gira, la gola duole: abbiamo qualche linea di febbre. In quel preciso istante il nostro destino deraglia, il cambiamento si palesa e la conseguenza è netta: dobbiamo rimanere a letto. Una giornata di studio persa, non per nostra volontà. La volontà infatti non è di casa, anche se siamo a casa. Questo perché, come appena accennato, siamo privi di quel falso mito a cui abbiamo affibbiato l’altisonante nome di controllo.
Ma la mancanza di controllo ci apre nuove vie e così, in men che non si dica, ci ritroviamo a trarre insegnamenti direttamente dal tubo catodico. E quando, usciti dal malanno, spegniamo la TV, non siamo più quelli di prima. Ora siamo forti come l’acciaio di Mondial Casa. Resilienti come gli sventurati animali delle crudelissime Avventure di bosco piccolo. Avvenenti come Giorgio Mastrota.

Le opere proposte dal Sistema M.I.K.E. conservano la stessa matrice di “scoperta involontaria” propria del bambino ammalato. Nulla è imposto e la Bellezza si eviscera da sé, seguendo logiche a noi sconosciute ma che, quasi per miracolo, possiedono una loro profonda coerenza interna. Questo perché le circostanze e il caso trovano terreno fertile per fare germogliare prodigi nella mente di coloro che credono. A patto, ben inteso, che si rinunci al detestabile pregiudizio.
Non tutti però sono stati, da principio, dello stesso avviso. La modalità di scelta delle opere da visionare recentemente introdotta nella versione “quarantenica” del CoFF ha infatti suscitato forti perplessità da parte degli stimati colleghi presso il Centro Studi di Osaka, i quali, intravedendo (ad errore) una deriva “propagandistica” nei titoli così proposti, hanno messo apertamente in dubbio la legittimità del Sistema M.I.K.E. e financo l’imparzialità del Kami.
Tale disguido ha messo in crisi non soltanto la Borsa di Tokyo ma, cosa ben più grave, anche la fiducia di tutti gli appassionati che amano devolvere l’8xmille ai ricercatori del Bello. Per fortuna, la volontà degli Dei ci è venuta in aiuto, indicando una soluzione capace di scongiurare ogni pericolo di scisma.


Tale soluzione discende proprio dal criticato sistema metafisico e, per ironia della sorte, la (non)scelta è casualmente ricaduta s’un film che si basa sulla totale assenza di controllo. Quasi a voler dire: “Ecco, non è colpa nostra, siete voi che non lo capite!”.
Parliamo di As the Gods Will di Takashi Miike, regista che non ha bisogno di presentazioni e che quindi non ne avrà.
Basti sapere che ci aspetta una lotta per la sopravvivenza contro forze più grandi noi, che cerchiamo di contrastare senza avere il tempo o le energie per comprenderle. Ancora una volta il cerchio si chiude: attualità, messaggio e ricerca si fondono in un’amalgama che solo la fortunata ruota poteva produrre. In tal modo il significato (e il significante) che faticavamo a trasmettere è stato finalmente recepito e accettato dagli amici di Osaka, essendosi così ritrovata piena concordia attorno ad un’opera che è massima espressione di questa nuova, vertiginosa cavalcata a briglie sciolte, senza freni e in curva.
E soprattutto senza badare al fatto che i cavalli, di freni, non ne hanno.
L’appuntamento è per stasera stessa, mercoledì 1° aprile (no, non è uno scherzo), ore 21.30: pertanto, senza ulteriori indugi, lucidate le vostre smart-padelle e preparatevi e godere in mondovisione del secondo, sensazionale Golden Movie.


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