In un tempo che a noi moderni appare oramai appena successivo all’estinzione dei dinosauri, nel seppur già allora presente caos vi era una sensazione di ordine, di correttezza, di giustizia. Capiamoci, non si parla di un vero ordine, o di vera giustizia, perché certamente gli anni ’80 e i successivi anni ’90 non sono ricordati per essere stati la pace in terra agli uomini di buona volontà, come direbbe da uno dei suoi pulpiti Costanzo Maurizio.

Io parlo di una sensazione ben diversa.
Parlo del tornare a casa, togliersi le scarpe, spingere un push pop, notare che nessuno ha lasciato nulla dopo il segnale acustico, occupare la linea telefonica (tanto nessuno ti caga di pezza) facendo partire la connessione ad internet godendosi la sinfonia del modem, sedersi finalmente sul divano ancora gravati dal peso delle preoccupazioni di tutti i giorni e, negli ultimi tuoi secondi di sofferenza, accompagnato dal fruscio della statica del televisore a tubo catodico, ecco che le tenebre cessano e… vedi la luce, vedi lui:

Mike Bongiorno aveva certamente già di per sé dei poteri che andavano oltre le umane possibilità. Capace di cavalcare l’onda della televisione moderna, egli divenne uno dei primi ad essere realmente uno di casa, nel senso che in casa vostra c’era (seppur dentro ad un dispositivo da 25 Kg) perché ogni sera lo invitavate a fermarsi finché aveva piacere, finché il palinsesto della sua esistenza lo prevedeva.
Ma ecco che nel 1989 a chi già poteva avere tutte le donne del creato venne dato un potere che, ancora oggi, non ci può lasciare impassibili. Come per Aragorn la sua Andúril, e per Orlando la sua Durendal, anche per Mike venne infine il giorno di cui entrò in possesso della sua Ruota:

Ma quindi, chiederete voi, qual era quella sensazione di giustizia di cui parlavi? Ebbene, la bellezza è che tutto è già spiegato nel suo nome:
La Ruota della Fortuna
Il messaggio, così semplice eppure così potente, è che quello che stavi guardando – mentre il push pop entrava ed usciva dalla tua bocca – non aveva niente a che vedere con le tue capacità e nemmeno con la sfiga che ti aveva accompagnava dal tuo primo vagito. Proprio come di fronte a Dio, tutti erano uguali di fronte alla Ruota e quindi, per la proprietà transitiva, tutti erano uguali di fronte a Mike, cioè Dio.
Allegria!
Dio (1989, Canale 5)
È allora facile capire il motivo per cui il Calvari Film Institute abbia deciso di rivolgersi agli amici di Cape Canaveral, i quali ormai da molti anni portano avanti esperimenti per la digitalizzazione della coscienza del più grande essere vivente / Entità dopo la venuta, duemila anni or sono, di suo figlio.
In un momento dove gli unici movimenti rotatori sono nelle zone più personali ed intime del nostro corpo quarantenato, e se mai di ruota (o roulette) si dovesse parlare certamente sarebbe russa, l’Institute ancora una volta sceglie di ribaltare le aspettative, e così spezzare le catene del fato avverso, evocando Lui e la sua Ruota della Fortuna.
È pertanto con italico orgoglio, vera risorsa in questa realtà acre, che il Calvari Film Institute presenta:
Il Sistema M.I.K.E.

Grazie ad una forza computazionale pari alla somma dell’intero Amazon network e dei server Netflix, il Sistema M.I.K.E. permette una selezione totalmente randomica entro una lista di grandi titoli cinematografici. Una scelta, questa, che sempre è sinonimo di felicità, spensieratezza e fortuna.
L’inaugurazione del Sistema M.I.K.E. si è già svolta durante l’ultima riunione del Consiglio Direttivo dell’Institute, attraverso gli altrettanto potenti mezzi comunicativi dello Smart-Instituting. In tal modo è stato infatti selezionato il primo dei sei film che andranno a comporre la nuova smart-rassegna del CoFF, ossia:
Golden Movies
L’età aurea dello Smart-Instituting
Ma di ciò si discorrerà a tempo debito. Per ora, vi lasciamo con un flash dal passato.
Quindi in alto i push pop, osserviamo la mise di Antonella Elia e ascoltiamo ancora una volta Mike, che vive e vivrà per sempre nelle sconfinate potenzialità dell’Institute:

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