Nuovo appuntamento con il CoFF in versione Smart-Instituting. Si prosegue stavolta prestando mente, ed orecchio, ad alcune voci che si levano dal marasma della contemporaneità. Ad esempio:
Se mi becco il Corona, mi becco il Corona. Alla fine della giornata, non lascerò che questo mi fermi dal festeggiare. Sai, ho aspettato, abbiamo aspettato, lo Spring Break di Miami per un bel po’, è da circa due mesi che abbiamo programmato questo viaggio, due, tre mesi, e ora siamo qui e ce la stiamo godendo. Quel che sarà, sarà.
Spring breakers. No, non l’omonimo film di Harmony Korine, bensì spring breakers in carne ed ossa:
C’è poi Vanessa Hudgens, attrice che nel citato film interpreta proprio il ruolo di una spring breaker nonché autrice di dichiarazioni che negli ultimi giorni hanno fatto molto discutere:
Quarantena fino a luglio? Suona come un mucchio di stronzate, mi spiace. È un virus, capisco, ho rispetto, ma, allo stesso tempo… anche se tutti quanti se lo prendono… ok, della gente morirà… ed è terribile, ma… inevitabile? Non lo so, forse non dovrei dirlo in questo momento…
Spring breakers, si diceva, e cioè il vasto popolo che ogni anno celebra lo spring break. Stando a Wikipedia, l’enciclopedia di internet recentemente salita alla ribalta grazie ad uno sponsor d’eccezione, per spring break si intende:
una tradizione accademica che prevede una settimana di vacanza che numerosi studenti dei paesi anglosassoni e di un certo numero di altri paesi hanno a disposizione e si concedono a inizio primavera. In genere, in questo periodo gli studenti si recano in un luogo turistico per una settimana di vacanza totale.
Vacanza totale, vissuta con cieca devozione, ardente desiderio di libertà e ricerca spasmodica dello sballo. Certo, si potrebbe liquidare il fenomeno con un giudizio moralista, ma al Calvari Film Institute il moralismo è severamente vietato. Diviene allora necessario adottare un diverso punto di vista, se davvero si vuole comprendere lo spensierato fatalismo (da non confondere con il menefreghismo) che alcuni spring breakers hanno dimostrato nell’affrontare i fatti dell’attualità e, più in generale, problematiche attinenti alla felicità, dignità, autodeterminazione e autoconservazione.
Spring Breakers, quindi, il film con cui Harmony Korine è riuscito a cogliere, in virtù d’un approccio sardonico e al contempo lirico, la vera essenza dello spring break come esperienza spirituale. Piace, a tal proposito, ricordare le parole di apprezzamento che un membro di spicco dell’Institute ebbe in passato ad esprimere nei riguardi dell’opera in questione:
Oltre ad essere visivamente potentissimo, ha l’indubbio valore pedagogico di mostrare a un’intera generazione di ragazzine le loro eroine Disney mentre bevono, si drogano e fanno cose a tre con James Franco.
Per chi volesse assistere, per la prima o l’ennesima volta, ad un simile spettacolo educativo non resta che connettersi al sistema telematico del CoFF il 25 marzo alle ore 21.30.


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