CoFF 2020: le 7 Meraviglie

Stamattina non è stato un risveglio facile.
Non ho l’abitudine di spegnere il cellulare, e alle 8 il “silenzioso” si toglie da solo.

“Pronto…”
“Sì sono del Washington Post, ma quindi i risultat…”
Sciacalli.

Il rapporto con i geometri del fango – tra di loro si fanno chiamare “giornalisti” – non è mai stato facile per l’Institute: un focus mediatico sproporzionato a quella che è nata come una costola adriatica del CFF, un esperimento che ha preso coscienza di sé, portando solo confusione e fiori profumosi per le masse incapaci di apprezzare la vera bellezza.

“Pronto…”
“Osaka Tribune, salve, un’anticipazione sui risult…”
Insistenti come uno stercoraro annoiato

Come se fossero solo loro ad attendere la conta dei voti per l’Evento che ci accompagnerà per 7 lunghi mesi, facendoci approdare nelle acque sicure del CFF 2020.

Perdere la pazienza significa perdere la battaglia.

Luca Laurenti

Ma il momento è giunto, le macchine dell’Institute hanno vibrato, hanno sbuffato, hanno commentato positivamente con degli “Mmmmnn“, e anche un paio di “Ooohn“, e siamo ora pronti a mostrare a tutti i risultati della votazione per i 7 temi del Calvari Film Festival OFF 2020:

Immagine estesa: https://calvarifilm.institute/wp-content/uploads/2019/12/coff-2020_-.png

Data l’altissima qualità delle entries, e una loro parziale sovrapposizione, si è deciso in due casi di sommare i voti. È così che si è giunti a superare le 700 preferenze per:

“Gli uomini non ce l’hanno tutti in quel posto” (cit. Gilda Bene):
“Irréversible” di Gaspar Noé + “Strange Circus” di Sion Sono

Senza bisogno di alcuna mano, in seconda posizione troviamo con ben 500 preferenze il provocante e provocatorio:

Culture allo specchio:
Remake interculturale: quando invece che dire “basta” si dice “bsthà”

A lasciarci ancor prima di poter essere apprezzati sono due temi a me molto cari:

  • <“Ancora una”, “Ma mi sanguinano gli occhi!”>2 appuntamenti, una serie televisiva atroce
  • La retrospettiva di Vincenzo Natali

Ma non è detto che non facciano la loro comparsa in un prezioso CooFF, l’OFF-OFF-Festival del CFF.

“Pronto…”
“Anversa Oggi, buona sera, ma cosa succede ora?”

Ora è venuto il momento che i padri… madri dei temi selezionati si facciano avanti, raccolgano la sfida che la volontà del popolo ha espresso e strutturino la loro offerta, proponendo film e una documentazione base sufficiente per poter essere inserita nel depliànt del CoFF 2020, con conseguente calendarizzazione.

I 7 approfondimenti devono essere inseriti a commento di questo post, entro il 31/12/2019!

E voi, siete soddisfatti di tali scelte? Quanto vi sta stretta la democrazia da 1 a Palazzi del Potere?

6 risposte a “CoFF 2020: le 7 Meraviglie”

  1. Avatar jhonnysilver90
    jhonnysilver90

    Ecco la mia proposta per “Culture Allo Specchio”.
    Propongo, appunto, la suddivisione in due incontri tematici. Uno all’insegna della riflessione, l’altro all’insegna della deiezione. Partendo in maniera impegnata, direi che la prima giornata potrebbe essere traghettata dalla visione di Old Boy (Park Chan-wook, 2003) e, dopo un costruttivo dibattito, immergersi in Old Boy (Spike Lee, 2013). Il tutto terminerà con uno scambio di opinioni inerente al come la vicenda sia stata declinate per seguire i gusti di un palato occidentale. Visto l’impegno e l’ammontare di ore direi di iniziare l’evento nel pomeriggio per poi proseguire successivamente dopo aver consumato il cibo previsto dal catering dell’istituto.
    Il secondo incontro sarà un viaggio psichedelico dove approderemo in terre conosciute, masticate (e risputate) da artisti che hanno voluto lasciare la propria riscrittura di classici immortali. Si partirà a “palla di fuoco” con lo Star Wars Turco https://www.youtube.com/watch?v=z3XCamO_nw0 , un emblema del coraggio intepretativo. A questo punto sono aperto a diverse possibilità: seguire il percorso della Turchia, e quindi visionare il Rambo Turco https://www.youtube.com/watch?v=3AEZJPS4SB4 , oppure virare su altri paesi e gustare qualche perla di Bollywood come God Tussi Great Ho (Una settimana da Dio) o altri https://en.wikipedia.org/wiki/Category:Indian_remakes_of_American_films la difficoltà per questa serata è reperire il materiale con i dovuti sottotitoli. Sono aperto ovviamente ad altre possibilità legate al tema. Consiglio solo di mangiare leggero.

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  2. Avatar Ratzpel
    Ratzpel

    Rassegna: “Gli uomini (non) ce l’hanno tutti in quel posto”

    L’eccentrica denominazione trae origine dal fortunato connubio fra due illustri citazioni: “La famiglia ce l’ha in quel posto” (Carmelo Bene al “Maurizio Costanzo Show” del 28 giugno 1994) e “Non è vero che gli uomini sono tutti uguali. Sono peggio…” (Gilda nella sesta puntata di “Adrian”, l’imprescindibile serie animata di Adriano Celentano).
    Ci si propone allora di indagare la crudeltà dell’uomo, e specialmente dell’uomo-maschio, in alcune delle sue molteplici manifestazioni, quali la violenza contro la donna e gli abusi in famiglia. Si rifletterà altresì sulla perdizione conseguente a tanta pravità e sulla punizione comminata con pari spietatezza.

    La proposta cinematografica si compone dei seguenti titoli:
    1) “Strange Circus” di Sion Sono (2005)
    2) “Irréversible” di Gaspar Noé (2002)
    3) “Audition” di Takashi Miike (1999)
    4) “Don Giovanni” di Carmelo Bene (1970)
    Su richiesta del pubblico ciascuna proiezione potrà essere preceduta da alcuni estratti del già citato “Adrian”, in cui il giustiziere mascherato noto come “la Volpe” s’abbatte con furia galante su stupratori ed altri malviventi.

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  3. Avatar Sil
    Sil

    RETROSPETTIVA GEORGE A. ROMERO:
    In questo caso l’obiettivo è concentrarsi sul crinale discendente della carriera di questo regista fondamentale, i suoi ultimi 3 film, analizzandoli a fondo alla ricerca di quanto di buono è presente al di là delle sensazioni derivanti da una prima visione superficiale.
    Viene data ovviamente per scontata la prima trilogia (Night, Dawn e Day), che tra il finire degli anni 60 e la metà degli anni 80 ha cambiato il Cinema, inventando un genere e dando modo a innumerevoli autori successivi di cimentarsi in opere di spessore variabile.
    Si sceglie pertanto di concentrarsi sulla nuova trilogia, che è riuscita a passare quasi inosservata nel nuovo millennio, nonostante alcuni spunti innovativi sia dal punto di vista dello stile che (soprattutto) delle idee di sceneggiatura:
    – Land of the Dead (2005)
    – Diary of the Dead (2007)
    – Survival of the Dead (2009)

    Eventuale bonus track: il remake di Zack Snyder di Dawn of the Dead (2004), co-responsabile del rilancio degli z-movies dei primi anni 2000, nonostante un approccio alla tematica molto diverso da quello del Maestro Romero

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  4. Avatar Jourdain

    “Lo Stordimento” – Un accostamento volgare, distruttivo, meraviglioso

    Con questo tema voglio cercare di portare la cruenza delle montagne russe cattive, quelle che è meglio se l’ultimo pasto che hai fatto è stato un cracker la mattina prima, ma non è andata così, è andata che lì ai baracconi c’era il banchetto con tutte quelle cose che tanto ti piacciono, e che ti fanno ricordare il nonno Oreste, che adorava proporti la sua collezione di insaccati marroni stagionati al sole, e così non ti sei controllato, e hai pianto pure lacrime di gioia (e di trigliceridi) mentre addentavi il tuo panino alla testa in cassetta-soppressata-lardo-speck-kiwi (che sgrassa). Ma poi sei salito sulle montagne russe, quelle cattive… Ed è nell’immagine di te che vedi la tua gioia fuoriuscirti dal corpo, cavalcata dai ricordi del tuo nonnino, mentre la giostra non si ferma, che è racchiuso il senso di questa mia proposta.

    “Sorridi che la vita ti Stordisce”

    Due storie di uomini forti che ne hanno viste di cotte e di crude, e ora devono riprendersi la loro vita – se mai questa è realmente esistita.
    Sono alla ricerca di un loro baricentro, e sono disposti a tutto pur di riuscirci.

    – “The Game” (1997) di David Fincher, con Michael Douglas, Sean Penn https://en.wikipedia.org/wiki/The_Game_(1997_film)
    – “Vieni Avanti Cretino” (1982) di Luciano Salge, con Lino Banfi, Paolo Paoloni https://it.wikipedia.org/wiki/Vieni_avanti_cretino

    “Lo Stordimento: parte II”

    Negli anni ’70, se qualcosa funzionava, si andava subito al sodo e si cercava il bis.
    E’ così che nel ’74 Mel Brooks arruola nuovamente Gene Wilder per “Mezzogiorno e mezzo di fuoco”, appena 12 mesi dopo aver concluso la fortunata collaborazione in “Frankenstein Junior”. Un successo che passerà alla storia, soprattutto per i nostri amici nord-americani.
    “Quindi”, si domandò nel ’77 John Boorman, “cosa potrà mai andar storto se riprendo il capolavoro del 1973 di William Friedkin – ‘L’Esorcista’, e ci sbatto un ‘II’ davanti?”. La risposta, come scopriremo nella seconda serata è: “tutto quanto”.

    – “Mezzogiorno e mezzo di Fuoco” (1974) di Mel Brooks, con Gene Wilder, Cleavon Little https://it.wikipedia.org/wiki/Mezzogiorno_e_mezzo_di_fuoco
    – “L’esorcista II – L’eretico” (1977) di John Boorman, con Linda Blair, Richard Burton https://it.wikipedia.org/wiki/L%27esorcista_II_-_L%27eretico

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  5. Avatar jhonnysilver90
    jhonnysilver90

    Monografia Neil Breen.
    Le parole perdono di consistenza quando si parla di un uomo che non ha bisogno di sapere quel che fa, per farlo in maniera incredibile. Neil Breen è uno di quei rari talenti capaci di fare breccia lì dove nessuno osa (per buon gusto, si intende), senza nessun rudimento di scrittura, recitazione o direzione: è il suo ego ad orchestrare tutto.
    Il paragone con Lui è inevitabile.

    Propongo la visione di due film. E basta. Solo due, perché tre sarebbe eccessivo.
    Fateful Findings (2013)
    Twisted Pair (2018) (oppure il più famoso Double Down (2005) se il materiale è di difficile reperibilità)

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  6. Avatar Cara, sono a casa! – “Dream Home” e la casa che voglio – Calvari Film Institute

    […] prolifici, al punto che l’idea per la rassegna di questa sera è nata proprio da questo. “Un horror bello e sofisticato“, un titolo provocatorio per quei sabotatori che hanno additato alcune proiezioni […]

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