THE
CAGE
Nicolas Cage è uno fra i rarissimi attori che quando prendono parte a un film ne diventano in certa misura anche autori, talmente è personale l’impronta che riescono a imprimergli. Nel caso di Cage questa abilità è frutto non soltanto di un talento innato, ma anche di una precisa impostazione teorica che rigetta il dogma della recitazione naturalistica in favore di più ardite sperimentazioni. La conseguente prassi applicativa si è spinta sino a creare dei veri e propri stili attoriali, quali il Nouveau Shamanic e il Western Kabuki.
The Unbearable Weight of Massive Talent (2022) di Tom Gormican

Nicolas Cage interpreta una versione romanzata di se stesso in una commedia che omaggia la carriera dell’attore e il suo status di feticcio della cultura popolare.
Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans (2009) di Werner Herzog

Presentato al CFF 2020 – La miglior performance di Cage, al servizio di un regista che ne sa sfruttare pienamente il potenziale.
Stress da vampiro (1989) di Robert Bierman

Film chiave per lo sviluppo della poetica di Cage, in cui l’attore, sperimentando senza riserve, inizia a definire quelli che sono poi diventati i tratti distintivi del suo stile.
Sonny (2002) di Nicolas Cage

Cage siede dietro la macchina da presa, concedendosi come attore soltanto un piccolo cameo. La sua prima e, ad oggi, unica prova come regista.
Mandy (2018) di Panos Cosmatos

Presentato al CFF 2019 – Il film che ha dato inizio al Cage Renaissance, ridestando l’interesse anche della critica meno specializzata.
Pig (2021) di Michael Sarnoski

Presentato al CFF 2021 – Cage sperimenta ancora, adottando stavolta una impostazione minimalista eppure dal forte impatto emotivo.
OVER THE
TOP
Esistono film che non accettano limiti e non si piegano alle convenzioni, anche a dispetto del comune buon senso. Presso la Calvari Film School si usa definirli “oltre-film” o “super-film”, perché la distanza che li separa dalle normali pellicole è la stessa che intercorrere tra l’uomo comune e l’Übermensch di Nietzsche.
RRR (2022) di S.S. Rajamouli

Il più colossale film mai prodotto in India: dramma storico, commedia romantica, thriller politico, action superomistico, musical e molto altro ancora.
Armageddon (1998) di Michael Bay

Un puro distillato dello spirito USA e del relativo immaginario, con i suoi eccessi, ingenuità, aspirazioni e un afflato emotivo capace di sorprendere.
Fast & Furious 7 (2015) di James Wan

Un film lanciato a folle velocità contro ogni legge della fisica, ricco di sequenze d’azione esilaranti eppure ammantato da una gravitas a tratti quasi mitologica.
CALVARI FILM
ORIGINS
Ci sono state visioni che hanno rappresentato momenti cruciali per la formazione e lo sviluppo del Calvari Film Institute. Rivisitarle ci fa ricordare da dove veniamo e intravedere ove siamo diretti.
Nostra Signora dei Turchi (1968) di Carmelo Bene

Un folle attentato al principio di rappresentazione nell’audiovisivo che si sostanzia in un corpo a corpo, senza esclusione di colpi, tra Bene e il cinema.
L’arcano incantatore (1996) di Pupi
Avati

Un gotico padano firmato Avati, il padre di questo sotto-genere dell’horror, con al centro una vicenda intrisa di occultismo, superstizione e mistero.
Tuno negro (2001) di Pedro L. Barbero & Vicente J. Martín

Uno slasher spagnolo con un peculiare serial killer mascherato, studenti universitari variamente fastidiosi e poliziotti dai metodi poco convenzionali.
Butterfly Zone – Il senso della farfalla (2009) di Luciano Capponi

Un thriller soprannaturale e dalle suggestioni esoteriche con cui il regista, a sua detta, ha voluto carpire i momenti trascurabili della vita quotidiana.
RIFLESSIONI SULLA
CONTEMPORANEITÀ
Talora un autore, quando realizza un’opera in cui è racchiuso il suo pensiero a proposito di fatti e aspetti salienti della sua epoca, pone questioni che sono destinate a interrogare anche i futuri spettatori.
Quinto potere (1976) di Sidney Lumet

Una critica impietosa alla degenerazione del giornalismo televisivo in puro spettacolo, che sacrifica la qualità dell’informazione in favore di facili ascolti e profitto.
Le finte bionde (1989) di Carlo Vanzina

Ossessioni e nevrosi della media borghesia, in un commedia che racconta la società italiana degli Anni Ottanta come soltanto i Vanzina sono stati capaci di fare.
Nuovo ordine mondiale (2015) di Fabio Ferrara & Marco Ferrara

Presentato al CFF 2020 – La personale crociata di un poliziotto contro una diabolica cospirazione di portata globale. Con Enzo Iacchetti.
Lockdown all’italiana (2020) di Enrico Vanzina

Presentato al CoFF 2021 – Instant movie che ha risposto alla domanda “ne usciremo migliori?” prima che fosse la Storia a farlo.
Dream Home (2010) di Ho-Cheung Pang

Presentato al CoFF 2020 – Satira in forma di slasher che mette in risalto le criticità della struttura capitalistica di Hong Kong.
IL BASICO ISTINTO DELLA
SEDUZIONE
Mentre tantissimi film declinano le vicende sentimentali secondo canoni romantici ormai consolidati, ce ne sono altri che ne esplorano invece gli aspetti più pulsionali, torbidi e persino patologici.
Velluto blu (1986) di David Lynch

Dopo aver trovato un orecchio mozzato in un campo, un ragazzo si avventura in un’indagine che lo porta a scoprire il lato oscuro di una cittadina apparentemente idilliaca.
Acque profonde (2022) di Adrian Lyne

Pur di evitare il divorzio, un marito permette alla moglie di avere rapporti extraconiugali, ma quando i suoi amanti iniziano a scomparire lui diventa il principale sospettato.
After 4 (2022) di Castille Landon

Ultimo, attesissimo, capitolo della saga che ha ridato nuova linfa all’archetipo della storia d’amore fra la giovane ingenua e il bel tenebroso.
Tre metri sopra il cielo (2004) di Luca Lucini

Presentato al CFF 2019 – Un film seminale che ha impresso indelebilmente il nome di Federico Moccia nell’immaginario di un’intera generazione.
Altri 365 giorni (2022) di Barbara Białowąs & Tomasz Mandes

L’epilogo della trilogia più ardita e chiacchierata mai prodotta dal cinema polacco. Cosa aspetta ora Laura e Massimo dopo il tragico cliffhanger del film precedente?
SFUMATURE DI
GIALLO
Il prolifico filone del cosiddetto giallo all’italiana abbraccia, al netto degli stilemi ricorrenti, un’ampia varietà di approcci artistici. Tantissimi sono i cineasti che si sono cimentati con il genere, molti noti ed alcuni, a ben vedere, anche stranieri.
La ragazza che sapeva troppo (1963) di Mario Bava

Bava ha messo a punto svariati generi e infatti con questo film, considerato il capostipite del giallo all’italiana, ne ha fissato le coordinate narrative e stilistiche.
Una lucertola con la pelle di donna (1971) di Lucio Fulci

Personalissimo contributo di Fulci al filone. Il film ha in parte un’impostazione più da giallo classico ma è arricchito da momenti onirici e qualche pennellata horror.
4 mosche di velluto grigio (1971) di Dario Argento

Terzo film della Trilogia degli animali firmata Dario Argento, colui che ha rilanciato il genere in questione attraverso un rinnovato approccio formale.
Vestito per uccidere (1980) di Brian
De Palma

Un peculiare giallo all’italiana made in USA, in cui la tipica impostazione hitchcockiana di De Palma si contamina con lo stile dei maestri italiani.
Sotto il vestito niente (1985) di Carlo Vanzina

Presentato al CoFF 2021 – Un’incursione nel thriller per i fratelli Vanzina, ispirati da Omicidio a luci rosse di Brian De Palma.
GLI ALTRI
CINEFUMETTI
La maggior parte dei moderni cinecomic segue una formula standard che ormai da anni continua a risultare vincente presso il grande pubblico. Alcuni cinefumetti, specie del passato ma talvolta anche in tempi più recenti, deviano invece radicalmente dallo schema imperante, con esiti tutt’altro che trascurabili.
L’uomo puma (1980) di Alberto De Martino

La risposta italiana al Superman di Richard Donner, con delle sequenze di volo dell’eroe che sono rimaste nella storia del cinema, nonostante l’insuccesso al botteghino.
Barb Wire (1996) di David Hogan

Remake occulto e virato al cyberpunk di Casablanca, in cui Pamela Anderson si mette alla prova nel ruolo che fu di Humphrey Bogart.
Morbius (2022) di Daniel Espinosa

Il Premio Oscar Jared Leto applica il method acting al cinefumetto e lo sforzo attoriale che ne deriva riflette alla perfezione la condizione di un personaggio tormentato e dolente.
Batman (1966) di Leslie H. Martinson

Presentato al CFF 2021 – Un trionfo del camp e del puro divertimento, in antitesi alla cupezza che negli anni a seguire ha sempre più caratterizzato il crociato incappucciato.
Flash Gordon (1980) di Mike Hodges

Presentato al CoFF 2020 – Manifesto del camp, firmato dal produttore di Barbarella e dallo sceneggiatore del Batman degli Anni Sessanta.
GLI
INSPIEGABILI
Alle volte, semplicemente, una spiegazione razionale non c’è: come certi prodotti abbiano visto la luce è davvero un mistero. Non resta allora che vederli e rallegrarsi di poterlo fare.
Jolly Blu (1998) di Stefano Salvati

La origin story degli 883, interpretata dagli stessi membri della band. Il regista è lo stesso di Albakiara e, ai provini, Alessia Merz venne preferita ad Angelina Jolie.
Il libro di Henry (2017) di Colin Trevorrow

Un ragazzino, malato terminale di cancro, architetta l’assassinio di un vicino di casa e istruisce la madre su come eseguirlo, addestrandola nel cecchinaggio.
Cats (2019) di Tom Hooper

Presentato al CoFF 2020 – Un disastro di proporzioni incalcolabili, con un uso sconsiderato della CGI.
The Broken Key (2017) di Louis Nero

Presentato al CoFF 2021 – “La via del ritorno alla sapienza ed alla nostra casa nel cielo”, così il regista ha definito questo delirio.
Dreamland – La terra dei sogni (2011) di Sebastiano Sandro Ravagnani

Presentato al CFF 2020 – Il più inspiegabile degli inspiegabili, è forse il film che più si avvicina a un’esperienza di pre-morte.
MASTERCLASS
FEDERICO ALCINI
Federico Alcini, in arte “SharkL”, ha rivoluzionato profondamente il modo di fare audiovisivo: dal punto di vista commerciale, fondando una casa di produzione (la Universum: Entertainment Movie) che opera a costo zero; a livello artistico, ibridando live action e animazione come nessuno prima di lui aveva avuto il coraggio di fare.

Vacanze estive: la serie (2022)
Il reboot, in forma seriale, della celebre saga vacanziera targata Universum si dimostra un’occasione per riflettere, con grande umanità, sugli stilemi narrativi e gli archetipi coltivati dall’autore.
Vivere un incubo: Zalgo (2022)
La toccante conclusione del ciclo di avventure basato su varie creepypasta, con ampio sfoggio di ardite sperimentazioni grafiche.